sabato 26 giugno 2010

DISASTRO DI USTICA, MISTERO ITALIANO

27 giugno 1980, era un venerdi di inizio estate, un DC-9 della compagnia Itavia, decolla da Bologna alle 20.08, dopo due ore di ritardo. Era diretto a Palermo. A bordo 81 persone tra personale di bordo e passeggeri, tra cui 13 bambini. Alle 20.58 si interrompono le comunicazioni.L'aeroporto di Punta Raisi, che doveva dare l'autorizzazione all'atterraggio dà l'allarme.Cominciano le ricerche per cielo e per mare. Solo all'alba si riescono a trovare le prime parti del relitto e i primi corpi.Furono recuperati solo 38 cadaveri.Dall'autopsia si riscontrarono oltre ai traumi dovuti alla caduta anche lesioni da decompressione, segno che l'aereo si era aperto in volo. Ma cosa era successo ? Le cause più probabili potevano essere l'esplosione causata da un missile che poteva aver centrato volutamente o per sbaglio l'apparecchio o la collisione con un altro velivolo oppure un cedimento strutturale o una bomba fatta esplodere in volo. Solo nel 1991 si è riusciti a recuperare quasi del tutto i rottami dell'apparecchio ( e anche il serbatoio esterno di un Caccia americano ). Ma il mistero non è stato mai risolto. Si è parlato di caccia libici che s'infilavano nello spazio aereo italiano mettendosi in coda ai voli civili per non essere scoperti dai radar, di esercitazioni statunitensi, di pagine sparite dal registro del radar di Marsala, di militari messi a tacere.
Sono passati 30 anni e quelle vittime e i loro parenti reclamano ancora giustizia, vogliono sapere chi, come e perchè ha causato questa strage. Ma forse ci sono troppi interessi in gioco, che neanche immaginiamo e questo disastro resterà per sempre un mistero, un mistero italiano.

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